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martedì 24 marzo 2009

Nucleare o Terza rivoluzione industriale

Scilla (Italia), 24 marzo 2009

Ricevuto, pubblico volentieri l'opinione di Aldo Franco (nella foto sotto) sull'accordo Italia-Francia relativo all'energia nucleare e su una possibile alternativa di sviluppo sostenibile legato all'energia per la Sicilia.


Giovanni Panuccio
giovannipanuccio.blog@gmail.com



Nucleare o Terza rivoluzione industriale

di Aldo Franco*

Aldo Franco
Poche settimane fa, il Governo Berlusconi ha firmato un accordo di collaborazione con la Francia per la costruzione di quattro centrali nucleari nel nostro paese e una di queste dovrebbe essere costruita nella Regione Sicilia, più precisamente nella provincia di Ragusa. Io credo che, oltre l’impatto ambientale, uno dei requisiti di parametro da adottare per la scelta della costruzione di questa centrale sia la sicurezza sismica. Mi sono avvalso - e lo ringrazio per questo- della collaborazione di un esperto in geologia, il Dott. Francesco Maesano il quale ci dice che:

"Basandoci sulla mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale elaborata dall’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia, che costituisce la fonte ufficiale sulla quale basare le valutazioni di pericolosità sismica, si possono fare delle considerazioni molto valide sui siti a maggiore o minore rischio sismico. In particolare, tra i parametri che vengono considerati nella compilazione della mappa, si hanno la sismicità storica e la presenza di strutture sismogenetiche. Quindi laddove non siano stati registrati terremoti in epoca storica (tenendo presente che durante il medioevo il record storico di eventi naturali è molto lacunoso) o dove l’attuale conoscenza della geologia e della tettonica attiva di un’area non sia particolarmente approfondita, si rischia di avere una valutazione del rischio sismico approssimativa.
Quindi bisogna prevedere lo stanziamento di fondi per lo studio approfondito del sito individuato al fine di escludere con le moderne tecniche di analisi paleosismologica e di tettonica attiva, la possibilità di eventi di notevole magnitudo che possano interessare il futuro impianto".

Questo è ben chiaro al governo, e quest’accordo molto formale tra Italia e Francia altro non è che un impegno futuro a collaborare scambiandosi consulenze e tecnologie. Siccome sul suolo italiano è quasi del tutto impossibile costruire delle centrali nucleari - anche grazie all’opposizione dei Presidenti di Regione, perfino di quelli vicino a Silvio Berlusconi come Cappellacci che ha dichiarato che mai darebbe il suo consenso alla costruzione di una centrale sul territorio sardo - allora l’accordo sembra più funzionale soltanto all’ENI che pare aver acquisito dei contratti di distribuzione di tecnologia nucleare in giro per il mondo senza tuttavia averne le necessarie competenze.
Allora cosa si dovrebbe fare dato che l’Italia ha bisogno di energia?
La risposta è intervenire sull’efficienza e risparmio energetico degli edifici residenziali e produttivi; intervenire sul ciclo produttivo delle aziende con l’utilizzo di materie prime menoimpattanti e dopo aver fatto questo produrre energia attraverso le fonti alternative che ormai hanno raggiunto degli sviluppi enormi anche in termini di tecnologie e di diffusione, come i pannelli fotovoltaici. Non grandi centrali che creano problemi socio-economici nel territorio dove vengono realizzati ma piccoli insediamenti che permettano di avere energia quando serve, dove serve e quanta ne serve evitando sprechi e speculazioni. Perché grandi centrali possono essere realizzate da grandi gruppi che poi alla fine decidono il prezzo. Mentre le piccole centrali possono essere realizzate da consorzi all’interno di un nucleo produttivo inserito in una zona industriale, andando loro a stabilire il prezzo. Senza essere dipendenti di un grande gruppo o di una potenza straniera, come nel caso del gas importato dalla Russia.
Con tutto questo la Sicilia potrebbe dar vita alla terza rivoluzione industriale, anche attraverso la costruzione del rigassificatore di porto Empedocle, riuscendo a dare un’accelerazione verso la produzione di energia e creando nuove opportunità di sviluppo e posti di lavoro. Questa Regione, grazie ad una inadeguata progettualità, ha già perso l’appuntamento con l’area di libero scambio del 2010 con i paesi del Mediterraneo, per mancanza di infrastrutture e correlazioni socio-economiche.
Vedremo se saprà raccogliere la vera opportunità di cambiamento.

*componente dell'Assemblea costituente nazionale del Partito democratico

sabato 22 novembre 2008

E' proprio vero: spesso la via più facile è quella sbagliata

Francia: Ségolène Royal non accetta di essere stata sconfitta nell'elezione del nuovo segretario del Partito socialista

Scilla (Italia), 22 novembre 2008

Ségolène Royal è stata sconfitta nel ballottaggio per l'elezione del segretario del Partito socialista francese per soli quarantadue voti.
L'elezione, sul modello statunitense delle primarie importato in Europa - per primo - dal centrosinistra italiano, era aperta a tutti gl'iscritti al partito che fu di Mitterand e Jospin.
Ad aggiudicarsi l'ambita carica - equivalente, al momento, a quella di capo dell'opposizione ed implicante la quasi certezza di venir candidati alla presidenza della Repubblica alla prossima elezione - è stata un'altra donna. Martine Aubry, figlia del due volte presidente della Commissione europea Jacques Delors (Aubry, infatti, è il cognome del primo marito di lei), madre della legge sulle trentacinque ore di massimo lavoro settimanale.
Royal ha già contribuito a scrivere una piccola grande pagina di storia della Francia e dell'Europa centromeridionale, essendo stata, nel 2007, la prima donna a disputare il secondo turno dell'elezione presidenziale.
Stavolta, gridando ai brogli per la stentata vittoria della rivale e rifiutandosi clamorosamente di accettare la sconfitta, rischia di aggiungere, invece, un'altra pagina alla interminabile storia di uomini politici d'Europa (Regno Unito escluso) avvinghiati al potere come conchiglie a uno scoglio. Disposti, per questa passione per il potere, anche a mettere a serio rischio gl'interessi della comunità nazionale o, comunque, di quella del proprio partito.
E' un vero peccato che questa donna che ha condotto la sua campagna elettorale interna all'insegna di progetti politici innovativi - come l'alleanza con il centro, in Francia alleato naturale del centrodestra - stia dando una prova così penosa di continuità con le peggiori abitudini della vecchia politica. La politica, ahinoi, non solo dei maschi.

Giovanni Panuccio
giovannipanuccio.blog@gmail.com