mercoledì 27 ottobre 2010
Instantempo
Per saperne di più: Instantempo… Il buio si trasforma in luce
giovedì 3 giugno 2010
Risorgi, Santa Lucia!
Scilla (Italia), 3 giugno 2010
Giuseppe Briganti, mio compaesano scillese da tempo residente in Canada, mi ha recentemente usato la squisitezza di farmi sapere di leggere ed apprezzare il mio blog, informandomi, con l'occasione, di dilettarsi nella composizione di poesie in vernacolo calabrese-reggino e prevalentemente dedicate a Scilla, alla sua geografia ed alle sue memorie, inviandomene alcune.
E' con particolare piacere che pubblico la seguente, dedicata alla "Santa Lucia", lignea imbarcazione da pesca della flotta scillese, recentemente fatta ardere da sciagurata mano ignota.
Giovanni Panuccio
giovannipanuccio.blog@gmail.com
Risorgi, Santa Lucia!
di Giuseppe Briganti

Ggenti chi, non sapi viviri a stu mundu
Non havi chi mi faci, nta sta terra
Si senti u Patr`eternu i girutundu
Capu priputenti ri cu sgarra.
Senza dignita`, mancu rrispettu
I cu tira e mmucci`a manu
Pover`omu, senza ntellettu
I facci a facci, non e`, n`essiri umanu.
Nci curpunu puru, i silenzi umani
Cura i pagghia, ri cu sgarra
No nci sunnu cchiu`, i cuscienzi sani
E fannu u ijocu di la murra.
Ma povereddhi, nta nsaccu na scusci
Na nuci sula, no nfa sonu
Sperunu all`indomani sa ci bbrisci
Sa nci rrunesci n`autru ijornu bbonu.
Ma com`e` bbellu chistu ijocu
Pir cui u faci e pir cui nc`u` rreggi
Ma cui u rricivi chistu focu
Non havi cchiu` lacrimi mi ciangi.
Sata Lucia, non muriri !...
Non dari sazziu a sti birbanti
Pirchi` tu hai a viviri e mi criri
O cori i tutt`a bbona genti.
Non vi pigghiati pena, non v`asbarruati
Pirchi u nfernu focu parturiu
Ddiu, nci faci u cuntu a sti malati
Candu sara` l`ura ru castiu.
SantaRroccu, penzinci a sta genti
Cui simina chiva mi si curazza
Cu ijavi a cuscenza, malamenti
Cand`e` o giudizziu i Ddiu, mi s`umbbrazza.
Mammi, Patri, rrussigghiati u vostru cori
Mugghieri e Figghi ri Caini
Rumani, v`arrivera`, carchi duluri
Mi ijastimati;... Figghi ri pputtani!..
Cacciatavilli ru sciancu sti scupini
Ricuperatavillu u vostru onuri
Pirchi`s`arrivera` chiddhu dumani
V`usciuppati ru pettu, u vostru cori.
Ijati avanti a l`artari a nginucchiuni
Circatinci a razzia a nostru Ddiu
Ricitinci; oh Ddiu !.. Patri patruni
Cacciatandillu stu caliu.
Omini!... chi sit`i cchiu` valenti
Cacciatavvilli, ri vostri scianchi
Sti carduni, chin`i spini malamenti
Non v`allurdati i mani ijanchi.
Santa Lucia, fatti coraggiu
Ijaziti cu tuttu u to casatu
Pirchi`, nasciru i sciuri ru Rre maggiu
Tutti o to sciancu, in coru beatu.
Oh!... ggiuvini i sta terra bbiniritta
Chi siti u Sali, meli e a manna
Cacciatala, ddha mala scritta
Chi a vui tutti, vi cundanna.
Scriviti liberta`, paci e amuri
GroriaPatri, ave e creru
Mi vi caccia sti duluri
Ru paisi tutu nteru..
Vardati sempri Avanti
S`esti a terra scivulusa
Firmativi n`istanti,
Non faciti a la rrinfusa.
Pigghiativi ri mani
Frati, soru e tutti amici
E sunati li campani
I campani di la paci.
I campani pir la vita
P`ogni strata e p`ogni via
Pir raggiungiri la meta
Cusi`!... risorgi a Santa Lucia.lunedì 22 febbraio 2010
Avanti, Savoia!
Scilla (Italia), 22 febbraio 2010

Eppure c'è qualcosa che non mi convince. Non credo, infatti, che fossero esclusivamente musicali o letterari i motivi del rumoroso (e, a mio parere, gratuitamente livoroso e volgare) dissenso espresso da larghi settori del pubblico del teatro "Ariston" di San Remo già da prima della prima esibizione del singolare terzetto e diventato vera e propria rivolta, per fortuna soltanto vocale, al momento del conferimento - per decreto telefonico-popolare - ad Italia amore mio del secondo posto. I sedicenti maestri dell'orchestra, poi, avrebbero meritato ben altro rimprovero dalla mite e gentile conduttrice Antonella Clerici: se il brano ghinazziano-sabaudo rappresentava un così insopportabile affronto a tutto quello che hanno studiato e per il quale sono stati ingaggiati, avrebbero fatto meglio a rifiutarsi fin dalla prima sera ad eseguire il brano e non protestare in maniera così clamorosa come il bambino che prima fornisce il pallone e poi lo ritira bruscamente quando si accorge di essere stato inserito nella squadra perdente...
Ma nel dissenso del pubblico in sala e nei commenti di certi osservatori io credo di aver visto ben altro che una serena, sia pur severa, critica musicale-letteraria. I fischiatori e gli urlatori - anche a mezzo microfono o penna - sono quelli che non ritengono possibile dedicare alla Patria, questa parola ricca di significati molteplici e contrastanti e spesso strumentalizzata, una sincera e disinteressata lettera d'amore. Non accettano, costoro, l'idea che il secondo discendente dell'ultimo re d'Italia abbia veramente e profondamente sofferto per l'impossibilità d'entrare e soggiornare, fin dalla nascita, nel suo Paese. I meno ignoranti forse addirittura ritengono che su Emanuele Filiberto di Savoia ricada, in qualche modo, una qualche responsabilità del fatto che il bisnonno avesse nominato, cinquant'anni prima della sua nascita!, Benito Mussolini presidente del Consiglio dei ministri!...
C'è, in quei fischi e in quelle urla, l'intima convinzione che dell'Italia non si debba parlare se non per denunciarne i difetti e se proprio questa parola deve suscitare un qualche entusiasmo dev'essere esclusivamente perché associata al nome di una squadra di calcio. Si pensa che il patriottismo sia un atteggiamento provinciale quando invece è proprio questa idiosincrasia per tutto ciò che sa di gratuito omaggio all'identità nazionale ad essere insopportabilmente provinciale. Perché ogni Paese che si consideri e sia considerato moderno ed esemplare nutre un sano e sempre rinnovato rapporto con i propri simboli, i tratti fondamentali della propria cultura, le date che hanno segnato i passaggi cruciali della propria storia senza farne un uso distorto e di parte com'è stato abituale, fino a pochi anni fa, in Italia...
Savoia non ha mai detto, infatti, d'aver scritto una bella canzone ma solo una "lettera d'amore" all'Italia. E "l'Italia", cioè il "popolo", cioè il pubblico dei televotanti, ha ricambiato.
La pretesa di vedere nella classifica sanremese una perfetta proiezione della "gerarchia dei valori musicali" dei brani presentati soltanto molto raramente è stata soddisfatta, e non soltanto da quando è stato introdotto il "televoto" come canale privilegiato di giudizio.
Plaudo, dunque, a questo secondo posto, dedicando un pensiero ad altri due "patrioti canterini", spesso fatti oggetto di gratuito e volgare scherno anche per questo. Toto Cutugno, quinto posto ma campione di vendite nel 1983 con L'italiano, che pare abbia felicemente superato un non facile periodo per la sua salute. E, in particolare, il dolcissimo mio conterraneo Mino Reitano, sesto posto nell'88 con Italia, che, purtroppo, non ha avuto la stessa fortuna di Cutugno, spegnendosi, dopo lunga malattia, circa un anno fa.
Giovanni Panuccio
giovannipanuccio.blog@gmail.com
domenica 7 febbraio 2010
INFORMAZIONE CULTURALE: "Le nozze di Adelina" in scena alla "Technè Contemporary Art Gallery" di Reggio Calabria
Vivere una favola è possibile.
È iniziata ieri durerà fino a stasera?
Ma è solo un’anticipazione di quello che succederà a coloro che si accingeranno a pronunciare il fatidico SI’ avvalendosi dell’organizzazione e della collaborazione della wedding planner Teresa Vecchio. Be’ sì ho usato un termine di stampo Anglosassone, per forza, in quanto analizzando la traduzione significherebbe pressoché pianificatore oppure organizzatore matrimoniale. Agli occhi dei, spero pochi, lettori che disconoscono la lingua Inglese sembrerebbe trattarsi di una professionista che si occupa di prevenire divorzi o separazioni.
E INVECE NO! Teresa Vecchio la wedding planner i matrimoni li organizza mettendo la sua esperienza e la sua professionalità a servizio delle coppie in procinto di.
Scegliere location ideali e per la funzione e per il ricevimento, proporre ogni particolare che poi sfocia nell’essenziale, suggerire l’arredamento del nido d’amore degli sposi. Questi ed altri i “problemi” che non saranno più psicologicamente a carico dei futuri sposi o dei parenti più prossimi. Per questo c’è la wedding planner (tranquilli non lavoro anche per la Master Card!).
Ad un certo punto Teresa Vecchio con il suo seguito di wedding experts approda alla Technè Contemporary Art Gallery di Reggio Calabria.
Le algide mura della galleria sembrano proprio fare al caso loro: ogni cosa, ogni particolare si combina alla perfezione con l’esigenze organizzative.
L’accoglienza e l’ospitalità di Angela Pellicanò, Caterina Pellicanò, Caterina Scaramuzzino e Salvatore Lumia, i membri della Technè Contemporary Art riscaldano con la loro aria di artisti da Rive Gauche ogni evento e manifestazione svolto nella loro Gallery. Caterina P., Caterina S. e Salvatore L. sempre volutamente lontano dai riflettori sono anche loro insieme ad Angela P. – che è anche direttrice artistica - il cuore pulsante di questa meravigliosa realtà artistico-culturale. Le loro opere parlano, si animano e suscitano emozioni indescrivibili.
Teresa Vecchio e gli altri amici de Le Nozze di Adelina si muovono tra gli ambienti della Gallery con un fare familiare. È questo che il management della mostra-evento ha voluto creare: la familiarità di una favola. Glamour, gusto, raffinatezza, sobrietà, sensualità e feeling attraggono i visitatori della mostra. Già qualcuno espone le proprie lamentele perché due giornate sono poche. Ma chi l’ha detto che si tratta solo di due semplici ed uniche giornate? Il gruppo di partecipanti all’organizzazione è sempre a disposizione per ogni consiglio e/o suggerimento:
- Il flower designer Francesco Calabrò titolare di "Petali Fiori e Forme" –
- l'architetto (interior design) Daniele Leuzzo
- "Kedivè" di Luisa Racinaro e Laura Zagari.
- l'atelier "Sposami" di Matilde Francica
- i musicisti delle "Magiche Armonie".
- Il fotografo Giuseppe Tassitano,
- Confini Viaggi
- Il maestro cioccolatiere Paolo Caridi.
- Anna Evoli titolare del Bed and Breakfast “Le Stanze di Anna”
- Ylenia De Marco titolare di “ARTeS - Servizi e Consulenza x l'arte”
E scusate se è poco!
Teresa Libri
Reggio Calabria, 7 febbraio 2010